PARACELSO
Paracelso, conosciuto con questo nome latinizzato, in realtà il suo nome era Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, nacque presso Einsiedeln nella Svizzera il 10 novembre 1493 e morì a Salisburgo il 24 settembre 1541. E’ stato un grande intellettuale del Rinascimento, definirlo con una professione è difficile perché si può partire dalla sua laurea in medicina dopo gli studi a Ferrara, poi vederlo nella veste di docente all’università di Basilea. Fu un medico, un alchimista e un filosofo, combattè le conoscenza mediche del tempo, bruciando persino pubblicamente i testi di Galeno e Ippocrate. Morì a Salisburgo nel 1541, lasciando un’eredità che influenzò la medicina moderna, la tossicologia e il pensiero di figure come Jung e Goethe.



Complesso di teorie e tecniche tendenti a ottenere la trasmutazione dei metalli vili in oro, la pietra filosofale e l’elisir di lunga vita. Il termine viene dall’arabo (ṣan‛a) al-kīmiyā’ «(arte della) pietra filosofale». In arabo kīmiyā’ è uno dei nomi del reagente per la trasformazione dei metalli, anche detto, in Occidente, lapis philosophorum o pietra filosofale.

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L’ALCHIMIA
L’Alchimia, nata prima della chimica, era una disciplina che ricercava la trasformazione del metallo comune in oro. Però questo processo non era indirizzato al raggiungimento della ricchezza, piuttosto l’oro va considerato come simbolo della purezza.
La ricerca della trasformazione da una materia impura impone molti passaggi che devono essere perfetti come tali sono quelli necessari per raggiungere la conoscenza.




LA LOTTA DI SIMBOLI

Partendo da Dante Alighieri Divina Commedia, Purgatorio ,XVI, 106-108, fa dire a Marco Lombardo ed esporre così il concetto medievale che avessero pari dignità il potere della chiesa e quello del governo, purchè ognuno rimanesse nei loro ambiti
«Soleva Roma, che ‘l buon mondo feo,
due Soli aver, che l’una e l’altra strada
facean vedere, e del mondo e di Deo».