Sulla chimica

PRECURSORI ITALIANI DELLA CHIMICA

DAL XIII AL XVIII SECOLO

TRATTO DAL CALENDARIO DELL’ ANNO 1942 edito dalla Società Anonima Farmaceutici Italia

FRATE ELIA

Nato ad Assisi o a Ortona morto nel 1253

Consigliere di San Francesco d’Assisi e suo successore nella direzione dell’ordine, fu tra coloro che primi combatterono la frode nell’alchimia. Alchimista egli stesso, ma assiduo ricercatore della verità, proclamò “a tutti quanti lor vo dar bando, però che sono tutti ingannatori, e non conoscono i loro errori: per tutto il mondo vanno trapolando”. Non poté tuttavia evitare l’accusa di fabbricare l’oro alchemico data la grande quantità di denaro che col suo prestigio personale aveva raccolto per il grandioso progetto di costruzione la monumentale basilica d’Assisi. Numerosissime sono le opere che recano il suo nome, e continuamente è citato dai più disparati autori dei tempi più vicini a lui. punto Le sue ricerche sui medicinali e sui colori  e la sua opera de segreti Naturae gli danno il diritto di essere considerato se non l’ultimo degli alchimisti, il primo e più notevole anello di congiunzione fra l’alchimia e la chimica.

Nato in Aquino nel 1226 – Morto a Fossanova nel 1274

Questo grande filosofo religioso, non solo ha combattuto contro le dottrine filosofiche contrarie all’etica cristiana, ma è stato anche uno dei primissimi ricercatori e annotatori delle realtà scientifiche, poiché cercò di discernere e separare per quanto gli era possibile, il vero dal falso nella farragine della letteratura alchimistica. Scrisse infatti un ‘Trattato sull’essenza dei minerali‘ nel quali sono descritti e commentati i metodi usati dagli alchimisti nella preparazione delle varie sostanze. In questo senso la sua predominante figura filosofica si illumina dei primi bagliori della Chimica.

Nato a Vinci ( Firenze) nel 1942. Morto a Cloux ( Amborse) nel 1519

Questo sublime genio che ingrandì la sfera di tutte le umane cognizioni, proclamò l’esperienza come la sola guida sicura. Fu primo fra tutti a combattere gli alchimisti come ciurmatori. si occupò di farmacologia e non disdegnava di lasciare i pennelli per studiare piante, disegnarle dal vero e preparare farmaci, tinture, polveri, estratti medicinali. Intuì, prima di Girolamo Cardano, l’ossigeno nell’aria ” un certo fluido che si infiamma in presenza di un punto d’ignizione” attribuendogli il fenomeno dell’aumento del peso dei metalli calcinati. Progettò anche un ” Fornello da stillare acque forti.”

In tutte le scienze egli preferiva operare piuttosto che ascoltare i filosofi schonfiati e pomposi , non ritrovatori di cose nuove, ma recitatori e trombetti delle opere altrui.

E una delle più importanti figure del rinascimento come metallurgista, mineralogista, chimico e tecnico.

Pur essendo culturalmente figlio dell’alchimia sorse a combatterla non soltanto a parole bensì con la sperimentazione pratica. Fu uno dei precursori della chimica tecnologica e pur riconoscendo quanto di meritevole avessero fatto per la chimica gli alchimisti riprova loro tutto quello che era fantasticheria o impostura. Usò per primo l’acqua acuta (acido nitrico) per la separazione dell’oro dall’argento. Insegnò a fondere i cannoni, perfezionò i metodi di distillazione, uso sempre la bilancia nelle reazioni chimiche e fu forse il primo a riunire sotto il nome di SALI sostanze apparentemente diverse ma in realtà simili. La sua opera di chimica tecnica’ la pirotecnica ‘è la testimonianza migliore delle sue vaste cognizioni nella tecnica di tutte quelle arti che si valgono del fuoco ma specialmente della mineraria e della metallurgica.

Nato a Vicenza nel 1576  – morto a Buetzow nel 1637

Esercito con buon successo la medicina in Italia in Valtellina ed all’estero e, a Zurigo, nel 1608 1609 iniziò le sue ricerche di iatto chimica, pubblicando nel 1609 la sua’ anatomia del vetriolo.’ Nelle sue opere riporta vari procedimenti in uso nelle pregiate industrie chimiche veneziane come, ad esempio, l’uso dello zolfo in enologia e come candeggiante. Fra le sue scoperte emergono quelle relative all’acido solforico, alle sintesi del cloruro di ammonio. Scopri anche il sale di acetosella, perfezionò metodi di fabbricazione dei solfuri e osso solfuri, d’antimonio, tratto per trattò per primo la fabbricazione dell’alcole dai cereali, introdusse miglioramenti nella preparazione del calomelano e del nitrato d’argento, illustrò preparazioni dell’acido fosforico dalle ossa.

 Fu davvero un gigantesco precursore.

Nato a Bologna nel 1682 – morto nel 1766

Fondatore e maestro della chimica in Italia ne fu il primo insegnante a Bologna. I suoi studi e scoperte sono degni di segnare un’epoca nella storia della chimica. Alla sua gloria bastano la scoperta del glutine, i lunghi sistematici studi sull’ azione chimica della luce, base della fotografia. Ha lasciato anche una serie di studi sui cosiddetti fosfori, sulla fosforescenza, sulla composizione della fiamma e potere colorificio e comburente delle sue parti. Suggerì e praticò l’analisi delle acque minerali e la loro produzione artificiale ai fini terapeutici.

FELICE FONTANA

nato a pomarolo (Trento) nel 1730 morto a Firenze nel 1805.

“Itala gloria in Santa Croce, fisiologo, chimico, patologo, microscopista divinatore. svelò i segreti più ardui dell’organismo umano. Il genio suo di Maestro creò le cere anatomiche che il mondo ammira.” (la lapide sulla casa Natale a Pomarolo in provincia di Rovereto). Può essere considerato come il fondatore della gasometria e della microchimica. Precorse le Eudiometro servendosi del suo apparecchio per dimostrare la costante composizione dell’aria. Prima di Lavoisier ottenne l’ossigeno dal “precipitato per sé “ottenuto dalla reazione fra acido nitrico e mercurio. Scopri il gas d’acqua per azione del carbone rovente, il potere assorbente del carbone. Asserì per primo i mutamenti di Stato dello zolfo per azione del calore. Se fu enciclopedico per la molteplicità delle discipline che coltivò la sua fama di chimico è saldata a scoperte delle quali oggi si può misurare il grande valore industriale.

ALESSANDRO VOLTA

nato a Como nel 1745 morto nel 1827

All’opera veramente immensa ed interrotta di questo immortale genio creatore, il mondo non deve soltanto le più grandi scoperte ed invenzioni nel campo dell’elettricità e della fisica ma anche in quello della chimica. Nel 1777 mentre costeggia i canneti di Angera sul Lago Maggiore osserva che dal fondo melmoso affiorano bollicine di gas. Egli che aveva già ottenuto “aria infiammabile” facendo reagire acidi su metalli, pensa che anche quell’area canneto possa essere infiammabile e raccoltala l’accende scoprendo così il gas delle paludi che i moderni chiamano metano. Con le sue scoperte aprì la via ad una nuova epoca della civiltà umana e a lui si inchinò anche il genio di Napoleone. Se avesse deve la sua predominante fama di grande fisico, anche quelle chimiche furono di così basilare importanza da farlo considerare inoltre come uno dei più grandi chimici del mondo.

VINCENZO DANDOLO

L.V. BRUGNATELLI

GIUSEPPE GAZZERI

AMEDEO AVOGADRO

Nato a Torino nel 1776     morto a Torino nel 1856

Autodidatta è riconosciuto come il primo grande chimico fisico italiano. La legge da lui emanata nel 1811 è fissata nei secoli come epigrafe al suo monumento in Biella “i gas a pari condizioni di pressione di temperatura in uguali volumi contengono un egual numero di molecole “e le deduzioni che seppe trarne lo consacrano fondatore della teoria atomica. Lasciò numerose opere tratanti diversi soggetti di chimica, fra cui importantissime quelle sull’acidità e l’alcalinità dei volumi atomici dei corpi, sulla fisica dei corpi ponderabili, sulla forza elastica del valor acqueo a diverse temperature, sui calorifici specifici dei corpi solidi e dei liquidi, sulla cristallografia, sulla misurazione dell’umidità dell’atmosfera, ecc. Fu oltre che indagatore, sperimentatore accuratissimo tanto che parecchi dei pesi atomici da lui determinati rimangono insuperati. La luce che irradia dal suo genio, illumina il contributo dell’Italia alla creazione della scienza chimica.